balancing with sea creatures

L’origine del nome Ci sono due ipotesi sull’origine del nome della Baia di Ieranto, o Jeranto. La prima fa derivare il termine dalla parola greca ‘ierax’, che significa falco, falcone, sparviero, specie che ancora oggi nidifica in questa area naturale, in particolare alcuni esemplari di falco pellegrino. La seconda si rifa a un’altra radice greca del nome, ‘ieros’, che significa sacro, a indicare proprio la Baia come sede del santuario delle Sirene. Lo scoglio che respira La ricchezza delle forme della Baia di Ieranto la rende molto interessante dal punto di vista geomorfologico. Le onde hanno infatti scavato nella roccia numerose grotte calcaree. Una di queste grotte viene però ricordata per una sua particolarità molto curiosa. La Grotta Salara, detta anche delle Sirene o della Campanellaha posto di fronte al suo ingresso uno scoglio di dimensioni massicce che sembra respirare. Accostandosi al lato di questo scoglio che guarda verso lo Scoglio della Campanella, un grosso faraglione alto oltre 10 metri che si trova appena superata l’omonima punta, il passaggio di ogni onda, anche se piccola, porta con se il suono di un lieve respiro. Il fenomeno è probabilmente dovuto ad una serie di cavità comunicanti fra loro, in parte subacquee ed in parte emerse, che consentono all’aria di passare ed evolversi in questa musica. Un poeta tra le Sirene In pochi sanno che lo scrittore inglese di origini austriache Norman Douglas, durante un suo viaggio a Napoli rimase così affascinato dalle bellezze della costiera amalfitana, che scelse di trasferirsi in quelle terre. Lo scrittore visse in una villa rosa tra Nerano, piccola ma splendida località balneare, e la Baia di Ieranto, dimora che oggi è nota con il nome di Casa Silentum, poichè sulla sommità dell’ingresso della casa si trova la scritta ‘Silentium‘, oltra a un’insegna che ricorda la presenza del poeta asutriaco nella casa. Fu proprio qui che Douglas nel 1908, trovando un pò di pace, cominciò a scrivere “Siren Land” – La Terra delle Sirene – libro edito nel 1911 che descrive e celebra la regione, in un intreccio tra storia mito e tradizioni locali.



The breath of the sirens Legend has it that the Sirens built their home right there, in the grotto carved out of the rock along the southern coast of the Sorrento peninsula. Confirmation of the legend’s veracity comes not only from the beauty of the crystal-clear water lapping the grotto but also from the fact that to this day, if you’re lucky, you can hear the echo of the Sirens’ song resonating to the rhythm of the backwash. But, in truth, legend seems to envelop every corner of the Bay of Ieranto (in Massa Lubrense, in the province of Naples), a place of untainted beauty situated opposite the sea stacks of Capri. Stretching out across 47 hectares, with a coastline measuring around 3 kilometres in length, the area affords unforgettable views that encompass reefs, beaches and massive rocky undulations covered in Mediterranean scrub and olive trees. A sacred place where hawks dare There are two possible origins of the name “Ieranto”. There are those who are convinced that it derives from the Greek “ierax”, denoting the hawks that still nest in the area; whereas others maintain that the name comes from another Greek word, “ieros” meaning sacred – a reference, they claim, to the bay itself as the site of the temple of the Sirens, which then became the temple of Athena in Roman times. That little path between two opposing giants The Bay of Ieranto, which is part of the Punta Campanella Marine Protected Area, is split into two parts: the large bay (“Baia Grande”) and the small bay (“Baia Piccola”), separated by Punta Capitello. In its entirety, the bay extends from the promontory of Punta Campanella – which divides the Gulf of Naples from the Gulf of Salerno, its sheer cliffs plunging into the sea opposite Capri – and the promontory of Montalto, the summit of which plays host to the 16th-century Torre di Montalto. The tower, which FAI was given permission to use by Renato and Isabella De Angelis and has since restored, formed part of the system designed to defend the coast from Saracen attacks. As you walk along the path that leads from the small village of Nerano, you have the option to proceed towards the tower, head down to the wonderful beach or visit the ancient rural buildings and quarry buildings restored by FAI, which face out to sea. (from site FAI)

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